Perché i sex toys sono importanti per l’educazione sessuale

“Secondo voi la libertà sessuale è stata raggiunta o c’è ancora molto da fare?” ci è stato chiesto proprio qualche giorno fa nell’ambito di un’intervista. E la nostra risposta è stata: “Non crediamo lo sarà mai, ma potremo dire di essere a metà strada quando l’educazione sessuale nelle scuole sarà resa obbligatoria per legge”. L’Italia è infatti uno dei pochi Paesi dell’UE – insieme a Cipro, Bulgaria, Polonia e Romania (non propriamente i più avanzati) – a non averla se non per l’iniziativa spontanea di qualche istituto illuminato che si avvale in totale autonomia di programmi di educazione estemporanei e a breve termine.

A cosa educa il porno?

Nel Regno Unito – il Paese ormai ex-Europeo con il più alto tasso di baby-mamme – è diventata invece obbligatoria da poco e soltanto dopo un dibattito accesissimo e durato anni tra il governo, le organizzazioni di beneficenza e le associazioni femministe. Il principale oggetto della questione è stato il porno, unico vero riferimento per i giovani in cerca di risposte su come e cosa fare con il sesso.

Esatto, il porno. Anziché demonizzarlo – a noi piace e lo troviamo utilissimo se guardato ogni tanto da soli o in coppia a sessualità già formata – forse varrebbe la pena capire i suoi punti di forza e cercare di opporre un’alternativa altrettanto valida. Si trova ovunque, è gratis e dentro c’è di tutto. Il segreto, molto più dei contenuti già di per sé corti, veloci e poco impegnativi, è l’accessibilità. E in mancanza d’altro, i ragazzi imparano dal porno. Che l’anale è dovuto, rapido e facilissimo, che le ragazze fanno sempre pompini con l’ingoio, che la vulva è meglio rasata e che non ci si diverte mai abbastanza se non si aggiunge qualcuno. Cosa possono invece insegnarci i sex toys? 

A cosa educano i sex toys?

Per quanto siano solo degli oggetti e non debbano essere investiti di connotazioni che non c’entrano niente (etico-morali, ad esempio), i sex toys, proprio per come sono fatti, possono aiutarci in modo giocoso e divertente – non molto diversamente da un joystick o da una macchinina telecomandata – a conoscere parti del nostro corpo che altrimenti non toccheremmo mai. Il succhia-clitoride, ad esempio, ci costringe per forza di cose a focalizzarci sul clitoride e a dargli le attenzioni che merita. Il masturbatore, se usato in una coppia di giovani alle prime armi, può insegnare ad una ragazza o ragazzo cosa piace al pene nella pressione e nel movimento. Il butt plug, se si leggono bene le istruzioni, incita alla lentezza e alla stimolazione del perineo e dell’ano in modo sicuro, cosa che una zucchina o una bottiglia – che sono piene di batteri e rimangono incastrate facilmente – non potrebbero mai fare.

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Possibili soluzioni

Come strumento in assoluto più sicuro e divertente per avvicinarsi al sesso, devono essere certamente integrati in una strategia mista che permetta ai giovani di accedere alle informazioni secondo un format che funzioni per loro e che pensi di più a identità, piacere e consenso invece che sempre e solo a malattie e gravidanze. I ragazzi non vogliono sapere che si devono mettere il preservativo, vogliono sapere come godere. Facciamo dei sex toys una possibile chiave per competere con il porno, rendendoli appetibili, accessibili e sempre più social e mostrando ai ragazzi come si può godere CON il preservativo. Questa è l’unica scena che il porno non farà vedere mai.

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