SLA, quando la compassione fa male

Under La Rubrica di Giulia

Chi sono? Come sono diventato? Come vengo visto e giudicato ora? Molti interrogativi possono nascere in chi si ammala improvvisamente in età adulta e i motivi riguardano i cambiamenti fisici che appaiono rilevanti e non possono essere sottovalutati. Tali modificazioni, che sono molto limitanti, portano un cambiamento interno nel malato stesso ma anche negli altri e nel modo in cui egli è visto da loro.

Può capitare che gli altri vedano la persona ammalata come una sorta di “bambino” bisognoso di essere accudito e curato dimenticando però che la mente e i desideri sono identici a quelli di una persona adulta e sana. Anche a me è successo e succede questa cosa che all’inizio mi faceva molto male e mi portava a chiedermi quanta differenza ci fosse fra il modo in cui mi vedevo io o gli amici che mi conoscevano a fondo e quello di chi non mi conosceva.

occhi di donna allo specchio

Tuttavia, nel corso del tempo e dopo aver acquisito una maggiore consapevolezza di me stessa e della mia patologia, sono riuscita a superarlo dandovi minor importanza; quando qualcuno si pone in quel modo nei miei confronti, facendomi dei grandi sorrisi e accarezzandomi la testa proprio come si fa con i bambini, io non vengo presa dalla rabbia e dallo sconforto come succedeva inizialmente ma, al contrario, ricambio il sorriso pensando a situazioni che la persona che ho davanti mai immaginerebbe. Penso cioè ai momenti intimi della sfera sessuale, a quando faccio sesso, ai preliminari, alle lingue che assaggiano ogni parte del corpo e alle fantasie che affiorano nella mente in quei momenti. Certo, questo è soltanto un palliativo che, trasformandosi in gioco, mi aiuta a lenire la situazione, ma rimane il fatto che questa non può essere la soluzione, la quale può essere trovata solo dentro di sé, nella forma di un equilibrio psichico che possa garantire la valutazione obiettiva del proprio valore e delle proprie competenze.

In tal modo si scavalcano i fastidiosi atteggiamenti altrui che, seppur in buona fede, fanno male e tolgono dignità.