Sono o non sono una ninfomane?

Una ragazza che ha sempre voglia di fare sesso o è una puttana (se sei bigotta) o una ninfomane (se sei comprensiva). Niente di buono e tutto molto giudicante, in ogni caso. Ma perché non si dice mai “ninfomane” di un uomo? Ninfomane è il corrispettivo femminile di “erotomane”? Ma soprattutto, quando lo sei davvero? Lars Von Trier, con il suo film, ha alimentato l’idea popolare della ninfomania come qualcosa di oscuro, malato e molto molto perv, ma quanto c’è di vero?

La ninfomania è sempre esistita?

Come il vibratore e il BDSM, anche la ninfomania compare per la prima volta nel 1700, anche se solo a fine ‘800 diventa una diagnosi psichiatrica vera e propria applicata alle donne “ipersessuali”. I sintomi includevano l’insaziabilità sessuale, le avances reiterate verso uomini e donne e, cosa più aberrante e abominevole di tutte, la masturbazione. La sua versione maschile, la satiriasi, non veniva diagnosticata quasi mai, perché l’uomo è fisiologicamente portato ad avere sempre voglia, giusto?

La ninfomania e le sue “strane” cure

Il sessuologo tedesco Richard Freiherr von Krafft-Ebbing dichiarava infatti nel 1886: “Guai all’uomo che cade nelle maglie di una Messalina così insaziabile, il cui appetito sessuale non è mai placato”. I trattamenti per la ninfomania passavano dall’infibulazione alla rimozione delle ovaie, dai bagni ghiacchiati al riposo forzato a letto, arrivando persino alla prescrizione di una dieta vegetariana combinata all’applicazione vaginale di cocaina. È famoso poi il caso di una certa signora B., rea di aver goduto con suo marito ben tre-quattro volte a notte, che dovette rinunciare per sempre a sesso, brandy, romanzi e carne, sottoponendosi a clisteri notturni e a lavande di borace (sostanza usata per pulire le fognature). 

Ninfomane o ipersessuale?

La ninfomania è stata rimossa dal Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM, ovvero la Bibbia di ogni psicoterapeuta) nel 1980 e con lei anche il sesso orale, la masturbazione e l’omosessualità. Questo grazie alla rivoluzione sessuale del ’68, che è riuscita a normalizzare ciò che fino a poco prima veniva considerato deviante. Ora, sul DSM, compaiono al contrario solo le donne che non riescono a provare piacere, patologia descritta come “disturbo dell’eccitazione sessuale femminile” o “inibizione dell’orgasmo femminile”. Anorgasmia, in sostanza. A quelle invece dotate di desideri e comportamenti eccessivi o incontrollati, viene ora applicata la diagnosi di ipersessualità, cioè di compulsione sessuale o dipendenza dal sesso.

Quando sei ninfomane?

Quando però il sesso è troppo? Quando una persona è da ritenersi fuori controllo? Come vi dicevamo già in un altro nostro articolo, è davvero difficile stabilire a livello scientifico i parametri entro i quali il sesso, che non riguarda l’assunzione di sostanze, possa essere ritenuto “normale”. I comportamenti sessuali possono essere piuttosto la conseguenza di altre patologie (ansia, depressione, bipolarismo, disordini ossessivo-compulsivi). Questa diagnosi, specie sulle donne, è stata in alcuni casi applicata come attenuante durante dei procedimenti legali. Sapevate, ad esempio, che gli avvocati di Bill Clinton accusarono la Lewinsky di ninfomania per sgravare il loro assistito dalla “colpa” di essere caduto in tentazione? Quanti soldi e quanto disturbo quando sarebbe bastato dire: “Sorry Hillary, shit happens”.

Bill Clinton

2018-12-14 MySecretCasehttps://skin.mysecretcase.com/frontend/default/vigoshop/images/mysecretcase-shop-online-piacere-donne.svg https://www.mysecretcase.com/blog/wp-content/uploads/2018/11/ninfomane-evidenza.jpg