Squirting o Gushing: l’eiaculazione femminile che fa eccitare gli uomini

In corrispondenza del punto G, scientificamente chiamato complesso clitoro-uretro-vaginale, si trovano le ghiandole periuretrali o di Skene, dal nome del ginecologo Alexander Skene che le scoprì nel 1860. Nessuno avrebbe idea di cosa siano se non fosse per la magia che soltanto loro sono in grado di realizzare: quella cosa chiamata squirting (o gushing, letteralmente “liquido che zampilla”). Se direttamente stimolate toccando il punto G con le dita, con il pene o con un vibratore g-spot, queste ghiandole, specie se prima si è ingerita moltissima acqua (parola di Rocco Siffredi), secernono in grosse quantità un liquido simile e diverso dall’urina. Il Dott. Jannini, docente di endocrinologia e sessuologia medica all’Università Tor Vergata di Roma, sostiene infatti che lo squirting, per quanto prodotto dal rene, trattenuto in vagina ed espulso via uretra, non sia urina, bensì un liquido molto più trasparente contenente tracce di PSA, un enzima presente nello sperma e quindi di origine prostatica. Uno studio pubblicato sul “Journal of Sexual Medicine” mostra come le squirter siano donne in cui la vescica, prima completamente vuota, si riempie subito prima dell’orgasmo senza che il liquido faccia in tempo ad essere trasformato in urina dal rene.

squirting o eiaculazione femminile

SQUIRTING: COSA ESSERE TU? 

Su 7 donne analizzate, 2 emettevano effettivamente urina diluita, mentre le altre 5 un liquido spermatico biancastro con tracce di PSA. Il risultato finale dello studio è stato quindi che “lo squirting è un’emissione involontaria di urina accompagnata nella maggior parte dei casi da una quantità marginale di secrezione prostatiche”. Sembra che le due teorie esposte, quella del Dott. Jannini e quella del Journal, siano in contraddizione, ma in realtà l’unica differenza consiste nella diversa accezione di urina: se per il primo, tecnicamente, non si può parlare di urina perché il liquido è più diluito, per il secondo trattasi di urina perché è prodotto dal rene ed esce dall’uretra, proprio come la pipì.

ESSERE UNA SQUIRTER SI PUO’? 

Ciò che a noi comune mortali, estranee ai pamphlet scientifici, importa più di tutto è: sono una squirter oppure no? Risposta: in teoria sì, anche se non esiste uno studio definitivo che attesti i motivi per cui alcune riescano a squirtare ad ogni orgasmo ed altre no. L’anatomia e fisiologia femminili sono talmente diverse da donna a donna che addirittura cambia la consistenza dell’eiaculato, a volte acquoso, a volte in forma di urina, a volte in forma di sperma. Le squirter acquisite, cioè quelle che hanno imparato dopo molti tentativi, dichiarano che “sì, il segreto è provare e riprovare, facendo insistere manualmente il partner sul punto G e bevendo molta acqua senza mai trattenere, durante il piacere, la voglia di fare pipì”. Ad uscire, dicono, non sarà la temutissima urina, ma l’orgasmo più amato dagli uomini.

E allora proviamo subito, anche perché “l’unico modo per liberarsi una tentazione è cedervi”, no?