Studi Festival #3: sesso e arte a Milano

Under Arte, Design

Se c’è un evento a Milano che ci piace molto, per originalità, accuratezza e possibilità di scambio, quello è Studi Festival. 5 giorni di mostre, aperture, incursioni, eventi e aperitivi in case d’artista, atelier, officine e spazi indipendenti per conoscere da vicino il mondo dell’arte meno istituzionale. La nostra serata preferita? Quella di sabato, il cui ospite d’eccezione è stato l’eros. Il tour è partito da via Bramante, con le mostre Sulla sensualità, un’indagine trasversale declinata in tredici voci a casa di Coquelicot Mafille e Nouvelle folie nello studio di Véronique Pozzi. La prima, con il suo allestimento intimo e raccolto, è stato vero amore: un’antologia al femminile di 13 artiste che hanno indagato il tema della sessualità in modo transmediale tra fotografia, pittura, scultura, video e design. Inevitabile l’attrazione fatale con le carezze meccaniche dell’accarezzatore di Sara Ricciardi: una scultura in ottone e piume rosa che ruotano tramite congegno meccanico riproducendo l’effetto del tickling. Immaginatevi due piumini rosa chiaro simil zucchero filato pronti a farvi le coccole in ogni momento senza dover reclamare grattini a chicchessia, non è forse goduria pura?

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Da Véronique Pozzi, invece, abbiamo conosciuto l’artista iraniana Sevil Amini con i suoi collage di nudi femminili su fondo in oro, piccoli Klimt meno decorativi e più dada, sensuali senza essere barocchi. 

È stata poi la volta di Diversamente Sexy e di Capriole, rispettivamente negli atelier di Orith Kolodny e Studio LABO. Se il primo è stato un dialogo tra grafica e scultura sui temi della trasparenza e del limite, la seconda ha preso le forme di una collettiva tout court sul sesso tra pornografia, sentimento, mito ed immaginario pop. Questa è stata forse la mostra più completa ed eterogenea: 13 voci, non soltanto femminili, per altrettanti media, tra cui anche la video arte e l’installazione audio. Interessantissime le figure carnali e fluttuanti di Chiara Sorgato, la Daily Routine di Camilla Giachetta e il mondo fantastico e psichedelico di Sara Siami, soltanto per citarne alcune.

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Il fil rouge tra eros e arte non è certo nuovo, lo sono piuttosto le riletture e le forme espressive, più o meno al passo con i tempi, convenzionali o avanguardiste. Del resto come potrebbe essere altrimenti? L’arte e il sesso non sono forse gli strumenti più efficaci che abbiamo per comunicare bellezza e amore?