Travestitismo, crossdresser e transgender: le differenze

Quando si parla di tematiche care alla comunità LGTBQ si scopre quanto la nomenclatura, dare un nome alle cose anche più semplici e darglielo giusto, sia importante. Tra gli individui più liberi, intelligenti ed evoluti – ai quali probabilmente piacerebbe molto non dover utilizzare le parole “etero” o “gay” o “lesbiche” per definirci tutti come persone – non ce ne sarebbe bisogno, perché si parte già dal presupposto che tutti possiamo essere chi vogliamo, vestirci come vogliamo e andare a letto con chi vogliamo, urlarlo, nasconderlo, arrogarci persino il diritto di essere tutto e niente, annullando il concetto stesso di identità.

Il mondo in cui viviamo, però, è diverso: chiamare le cose per nome significa affermare che esistono lì dove qualcuno ha cercato di nasconderle, di far finta che non esistessero. Chi non si è mai sentito accettato, capito, anche solo preso in considerazione, ha bisogno – e anche il diritto – di questo nome, che se per molti è un’etichetta, per altri una liberazione, uno statuto di esistenza. “Le parole sono importanti”, diceva Nanni Moretti, e aveva ragione: il linguaggio è la traduzione del pensiero. Facciamo dunque luce su alcuni termini per parlare bene, non “straparlare” o non parlare affatto, che in molti casi non sarebbe neanche male.

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Chi è la drag queen?

La drag queen o il drag king è una persona di sesso maschile o femminile che adotta un costume e un personaggio e si esibisce sul palco come cantante, attore, comico o performer. Esiste una lunga e storica tradizione di drag, basti pensare a Paris is burning, il film cult di Jennie Livingston del 1990 che documenta la scena queer newyorkese degli anni Ottanta. Molti associano il termine drag ai transessuali o agli uomini che si vestono da donna e questo è in larga parte dovuto alla confusione generata da personaggi popolari come Vladimir Luxuria, transgender un tempo anche drag queen del Mukka Assassina di Roma, o RuPaul Charles, diva dello show americano trasmesso su Netflix “RuPaul’s Drag Race”, la quale però afferma: Essere drag significa prendersi gioco del concetto di identità. Noi siamo trasformisti. Diciamo ‘ok, oggi sono una diva del cinema, oggi un cowboy’, mentre i transgender sono serissimi rispetto alla loro identità, vogliono avere la certezza di cosa sono”. Per un drag travestirsi è un’evasione, un gioco, uno spettacolo, una forma di espressione, nulla di più. E non ha a che vedere con l’inclinazione sessuale, possono essere gay, etero, trans, fluidi, bisex, pansessuali.

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Chi è il crossdresser?

Il crossdresser è quell’uomo o donna (tipicamente un uomo) che trae piacere, anche sessuale, dal vestirsi con abiti femminili. In genere è visto come un vezzo e si combina ad alcuni feticismi come quello dei piedi o delle calze. Non va mai confuso con il transgender perché il fatto di trarre piacere sessuale dal vestirsi da donna non significa necessariamente essere e sentirsi una donna.

Chi è il transgender?

Una persona nata nel corpo sbagliato. Il fatto che biologicamente si nasca nel corpo di un uomo o di una donna non sempre e non per forza si traduce nel sentirsi tale. Spesso si pensa che il trans (gender o sessuale, sono sinonimi) sia colui che ha già compiuto, in parte o del tutto, l’operazione di passaggio al sesso opposto, ma in realtà, per esserlo, basta anche solo non sentirsi conforme al corpo che si abita. Puoi essere, insomma, una persona transessuale senza mai ricorrere alla chirurgia estetica. Puoi, inoltre, indossare abiti che senti appropriati al tuo vero genere di appartenenza senza per questo essere un crossdresser o un travestito: sei semplicemente quello che sei, cioè una persona transessuale che indossa vestiti, punto. I transgender possono essere sia etero che gay come chiunque altro – un uomo in un corpo di donna che ama le donne, una donna nel corpo di un uomo che ama le donne e tutte le altre combinazioni possibili, anche non binarie – ma sono stati racchiusi nell’insieme LGBTQ perché, al pari degli altri membri della comunità, non sono stati ancora universalmente accettati e rappresentano una minoranza.

Chi è il travestito?

Un travestito, letteralmente trans-vestito, cioè al di là del vestito, è chi assume un aspetto tipico del sesso opposto. Se fa spettacolo è una drag queen, se ne trae piacere sessuale un crossdresser e se si traveste perché si sente una donna nel corpo di uomo o viceversa, allora sì, è anche un transgender. Il travestitismo è solo una pratica, non ha niente a che vedere con la sfera sessuale o identitaria. Può anche essere solo un etero travestito da donna che non ha alcun piacere o scopo ludico nel farlo. Erroneamente impiegato per definire le persone transessuali solo perché entrambe le parole iniziano per tra-, è invece un termine molto più trasversale ma anche più superficiale: tutti noi, quando facciamo dei giochi di ruolo, siamo travestiti.

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