Un amplesso con la musica

Chi di voi non ha fatto l’amore con la Musica?

Sono Euridice, amata sposa di Orfeo. Lui è il mio poeta, abilissimo nel suonare la lira. Le sue note incantano gli animali selvatici dei boschi, mentre la terra vibra smuovendo alberi e rocce. Il dono a lui concesso dagli dei mi ha riportato in vita per un solo istante, è sceso per me nell’oltretomba. La sua musica ha reso mansueto il mostruoso guardiano delle porte dell’Ade, Cerbero. Le sue note persuasive sono giunte fino a Plutone, dio degli inferi, che gli ha concesso di toccarmi.

amplesso con la musica

Il mio suonatore di lira mi lascia distesa sotto un albero, le note della sua musica si poggiano dolcemente sul mio corpo nudo. Danzo sul pentagramma musicale con la nota di passaggio da un mondo all’altro . “Fa”, spoglia e riveste la mia anima con sogni e fantasie. Nel rigo musicale salgo e scendo con le note del “sol” e riposo le membra; sono sensibile al “re” ma mi sento incompleta, perché cerco altro. Mentre il “mi”, stabile e tonico, continua a irretirmi con la sua voce suadente, io mi accarezzo con le mie note opposte, fino a quando il mio Orfeo decide di posare la lira e possedermi con le due note dominanti e prorompenti del “do” e del “si”, sottomettendo la mia, dominata, del “la”.

Nel racconto del mito Euridice inciampa in un serpente velenoso per lei fatale. Orfeo, non rassegnato e in lacrime, la segue sino nell’Ade. Entrato negli inferi il suono della sua lira raggiunge Euridice, che lo segue, ma mentre stanno per uscire, Orfeo si volta e perde per sempre la sua amata.