Una seduta particolare al beauty center

Se c’è una cosa cui non so dire di no, è il mio appuntamento settimanale dall’estetista di fiducia. Monica è un autentico angelo, quando si tratta di distendere i miei muscoli contratti da giornate frenetiche tra ufficio, aeroporto, centri conferenze e cene business. Nella mia vita di donna in carriera ci sto bene, non rimpiango di aver sacrificato l’ideale comune della famiglia e dei figli ai miei obiettivi di successo e affermazione professionale. A quarantadue anni, mi guardo allo specchio e mi sento bella, desiderabile e aperta alle mille possibilità che la vita ha da offrirmi come dieci anni fa. Fa nulla se la sera non trovo un compagno ad aspettarmi a casa — con Paolo è finita un anno e mezzo fa, e da allora nessuno ha resistito oltre il decimo appuntamento. O meglio, sono io che non ce l’ho fatta: mi godo questa parentesi di totale libertà per dedicarmi interamente a me stessa, ai miei bisogni fisici e spirituali, che si tratti di una vacanza last minute ai tropici, di un paio di décolleté che costano quanto un weekend alla spa 5 stelle o di una visita al centro di yoga dinamico.

Quando arrivo al salone di bellezza il venerdì pomeriggio, ripeto a memoria i gesti che precedono la mia ora di meritato relax. Entro nella stanza wellness aromatizzata alle rose, dove le luci sono ovattate e la musica che esce dallo stereo riproduce i suoni rassicuranti della natura incontaminata. Mi spoglio dietro il paravento in carta di riso giapponese, liberandomi svelta dal tailleur, dai tacchi e dalla camicia di seta e, con solo il mio intimo in pizzo rigorosamente nero addosso, vado a stendermi sul lettino che è già stato preparato con il rivestimento monouso.

La sensazione di benessere che questo luogo ormai familiare mi comunica è tale che bastano pochi istanti di attesa per farmi sprofondare in un dolce torpore che precede il sonno. Così, quando la voce sconosciuta mi dice: “Salve, mi chiamo Ekaterina, ma può chiamarmi Katia, oggi sostituisco Monica che è in ferie per due settimane“, vengo leggermente turbata dalla novità che sembra introdurre un piccolo grande cambiamento nella mia routine di benessere. Lei pare aver percepito il mio seppur leggero disappunto, perché prosegue subito: “Mi dispiace coglierla di sorpresa. Mi auguro di essere all’altezza delle sue aspettative e di non farle rimpiangere il massaggio decontratturante di Monica.”Al che mi giro, sedendomi a schiena dritta sul lettino, per risponderle guardandola negli occhi e non apparire scortese. Occhi grandi e allungati, con ciglia folte come di bambola, posti sopra un naso sottile e dritto e una bocca ben disegnata. Ekaterina deve avere tra i venticinque e i trent’anni, come le sue cosce sode sotto la divisa bianca e il seno alto paiono confermare. “Nessun problema, Katia, piacere di conoscerti. Sono sicura che Monica abbia scelto una sostituta alla sua altezza“, le sussurro con una voce ancora carica del languore che mi stava poco prima inducendo ad addormentarmi.

una seduta particolare al beauty center

Il massaggio viene eseguito secondo la regola, riproponendo le manovre e i tocchi cui Monica mi ha da sempre abituata. Per ripagarla della cordiale modestia con cui si è presentata, le faccio un complimento esplicito: “Sai Katia…posso darti del tu? Le tue mani hanno davvero la consistenza del velluto, mi sento già molto meglio“. “Certo che può, anzi, puoi darmi del tu. Lo farò anch’io per farti sentire ancor più a tuo agio. Si sente che hai bisogno di sciogliere la tensione, sei contratta in più punti del collo, e non solo” e, mentre mi parla, muove veloce i polpastrelli facendoli scendere dalle scapole lungo la colonna, fino a toccare l’osso sacro. “Ti dispiacerebbe sfilarti leggermente gli slip? Ho bisogno di concentrarmi sui glutei per la parte tonificante.” Seppure la richiesta mi suoni insolita — Monica mi ha sempre massaggiata con l’intimo addosso —, la assecondo senza battere ciglio, coccolata da quell’atmosfera di curiosità reciproca che il nuovo incontro ha destato in me e in quest’affascinante ragazza dalle mani di fata. È come se mi stessi ascoltando parlare dall’esterno, quando esclamo: “Toglimeli tu.”

Katia esegue diligente e, anziché limitarsi a far scivolare fino alle caviglie lo slip, me lo sfila dai piedi e lo prende in mano. Con la faccia premuta contro il lettino, gli occhi semichiusi, la sento fare dei profondi respiri. Prima che possa chiederle se qualcosa non va, è lei a rompere il silenzio: “Profumi di miele lì in mezzo, lo sai?“. Questa poi, mi dico tra me e me. Tuttavia, invece di alzarmi e andarmi a rivestire, rimproverandola dell’insolenza con fare indignato, mi sorprendo ancora una volta a stare al suo gioco. “Dici? Parli come se l’avessi assaggiata.” A questo punto, ho azionato un meccanismo che nessuna di noi ha intenzione di fermare. Katia mi prende risoluta le spalle, facendo ruotare il mio corpo in modo che sia offerto completamente al suo volere, dal volto in giù. Ci guardiamo negli occhi complici e lei si china a darmi un bacio tanto appassionato quanto delicato. Esattamente come ho sempre immaginato dovesse essere un bacio tra due donne. La sua lingua calda e mobile è pronta ad abbandonare quelle labbra per occuparsi di altre labbra, più sotto. Lo capisco da come si fruga nelle tasche, alla ricerca di qualcosa che mi farà del bene, insieme al tocco della sua lingua, come un’intera giornata di massaggi rilassanti.

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Riconosco quel toy, che anch’io possiedo a casa, ma mai mi ero azzardata a usare, se non nelle più oscure fantasie, insieme a un’altra. Con il vibratore clitoride a forma di mouse, Katia comincia a darsi da fare sul dolce pendio del mio sesso. Mi allarga le gambe come l’amante più deciso saprebbe fare, apre la fessura tra le labbra per scoprirne i segreti e lascia planare il vibratore proprio sul punto più sensibile. Sto già tremando di piacere, quando lei raddoppia la dose introducendo la lingua nell’apertura, e poi prosegue implacabile facendo scivolare prima una, poi tre dita, infine l’intera mano dentro la mia caverna.

Mentre vengo senza ritegno, producendo dei sibili acuti che si mescolano allo scroscio delle cascate della colonna sonora, spero che Monica decida di prolungare la sua vacanza oltre i termini stabiliti.

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