Una serata a sorpresa

Passo la mano sulla tovaglia candida. È inutile, è già perfettamente tesa. La tavola apparecchiata, i bicchieri scintillanti, il vino rosso d’annata sta respirando nel decanter. È tutto pronto, eppure sono nervosa.

Non l’ho mai fatto prima d’ora.

Mi vado a guardare allo specchio dell’ingresso, ancora una volta. Sono a posto, il vestito nero aderente ma elegante, i capelli biondi sciolti sulle spalle, ma il mio sguardo è spaurito. Sono una bella donna e lo so, ma per me questa è la prima volta.

Scambio di coppia. È stata tutta un’idea di Lucio, mio marito. A quest’ora sarà già con lei. Se ci penso mi sembra solo un grosso sbaglio. Sono sicura che non si saranno nemmeno seduti a tavola, loro.

Me li immagino già nel letto di Daniela. Lui si fa duro subito, e lei lo starà cavalcando, come gli piace. Staranno scopando selvaggiamente, come se non fosse la prima volta che sono insieme da soli. Lucio sotto, con le mani sul suo culo le starà succhiando i capezzoli.

E io? Io mi sono fatta convincere a questo scambio, e mi sento così, così inadeguata e in ansia.

Ho accettato per curiosità, per non sembrare antiquata, e poi perché Carlo è un bell’uomo.

Il marito di Daniela, la mia disinvolta collega di lavoro, che in questo preciso istante se lo sta facendo mettere dentro da mio marito. Ci saremo incontrarti appena un paio di volte, in occasioni pubbliche, ma tanto è bastato a Lucio per avere questa bella idea e a lei per essere d’accordo. Scambiarci casa e partner, per una nottata di sesso selvaggio.

Ecco, bussano alla porta!

È lui!

Mi tremano le gambe, che grosso errore che ho fatto! E non ho nemmeno messo le mutandine. Sento il seno gonfio quasi da farmi male, ho paura ma sono eccitata. Apro la porta, Carlo è davvero un bell’uomo, alto e bruno, con labbra crudeli e capelli folti. Ha un mazzo di rose rosse, me lo porge. Mi bacia la mano, la stringe.

«Alina, finalmente siamo insieme», mormora.

Ci sediamo a tavola, versa il vino nei balloon, beviamo. È un conversatore affascinante, e quando mi posa la mano sulla parte bassa della coscia sono tutta un tremito. Penserà che sono una troia? Perché, perché non ho messo le mutandine?

Eppure mi ero fatta l’idea che fosse noioso, forse per via di Daniela.

«Non sarebbe nemmeno male, se non fosse per quel suo attaccamento alla famiglia», e faceva quel suo risolino stupido. Lo ricordo benissimo. Un uomo legato alla famiglia, che noia, avevo pensato. Ora la sua mano calda sale lungo la mia coscia.

«Adesso facciamo un gioco», dice.

una serata a sorpresa

Io mi sento sciogliere in un punto caldo in profondità dentro di me. Mi mette in ginocchio e caccia qualcosa dalla tasca. Un paio di bende di seta nera. Con una mi lega i polsi dietro la schiena.

Io non dico niente, lo guardo soltanto. Sento le labbra gonfie di desiderio e di paura. Con l’altra mi benda gli occhi.

Sono del tutto inerme, adesso. Lo sento che si mette dietro di me. Mi fa scivolare il vestito in alto, sui fianchi e poi sulla schiena, lasciandomi col culo scoperto, all’aria. Mi divarica le ginocchia, mi fa inarcare la schiena all’indietro. Sono aperta, pronta, e tremo pensando che lui è lì, in piedi, e fra poco sentirò il suo grosso membro dentro di me.

Ma non succede niente.

Aspetto.

Aspetto.

Poi sento i suoi passi che si allontanano, una porta che si apre, si richiude. Il suo respiro di nuovo vicino a me, ma il battito del mio cuore è così forte che quasi non sento altro.

E poi, all’improvviso, è lì, duro e caldo sulle mie labbra, le sta forzando per entrare, la mia lingua si muove quasi contro la mia volontà, è grosso come non mi immaginavo. Emetto un gemito di piacere e terrore. Non posso vedere niente, non posso muovermi con le mani legate, posso solo stare in ginocchio, col culo nudo, e succhiarglielo.

Ma poi? Che sta succedendo? Sento un altro cazzo, duro, caldo e grosso come quello che ho in bocca, e che mi sta quasi soffocando. Lo sento all’imbocco delle altre mie labbra, e spinge e forza, e penetra con la sua durezza. Un altro paio di mani mi artigliano le natiche, mentre quelle di Carlo mi tengono ferma la testa. La sua voce, un sussurro vicino al mio orecchio:

«Te l’ha detto Daniela che ho un fratello gemello? Siamo identici, noi due. Mi piace condividere tutto con lui».

E cominciano ad affondare dentro di me, da una parte e dall’altra, una sbarra di fuoco nelle mie viscere e un’altra nella bocca, aprendomi e sciogliendomi sempre di più, mentre tutto il mondo è nero dietro la benda, e gira attorno a me, e io godo.

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