Impotenza? Venga avanti Mr Viagra!

Under Coppia, Gay

In origine fu il cuore e soltanto dopo, a seguito di una deludente “défaillance” medica, si scese un po’ più in basso. Il viagra infatti ha avuto una gestazione difficile ed una nascita ancora più turbolenta, ma solo perché non ci si era accorti che uno dei suoi maggiori difetti (collaterali) consisteva in realtà nel suo miglior pregio. Così si fece di necessità virtù e la pillolina blu, da farmaco contro l’angina pectoris e l’ipertensione, si tramutò in antidoto contro la disfunzione erettile e l’impotenza. Nato nel 1989 nel Kent in casa (farmaceutica) Pfizer, il composto UK-92480 a base di citrato di sildenafil, meglio noto come viagra, fu brevettato nel 1991 per ridurre la possibilità di infarto nei soggetti over 50. Peccato che a distanza di giorni dalla sua assunzione i tester si ritrovassero con il cuore sempre debole ma con l’alzabandiera nei momenti più sbagliati.

A quel punto, come folgorata, la Pfizer sgranò gli occhi e cominciò a vedere un futuro di tanti, tantissimi, fluttuanti milioni: “E se invece dei cagionevoli di cuore curassimo i malati di sesso?” si disse. Bingo. Dopo 4 anni di test clinici effettuati su oltre 4000 partecipanti e dopo aver aggiustato il tiro in modo che non ci si ritrovasse ogni tre per due con il pene su di giri, la Food and Drug Administration, l’ente governativo statunitense preposto alla regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, ne approvò l’immissione in commercio ufficialmente come medicinale vasodilatatore contro l’impotenza. Da allora nel mondo sono state consumate 3 miliardi di pillole e 51 milioni di uomini lo hanno provato almeno una volta, e in Italia ne sono state vendute circa 86 milioni, di cui oltre 6 milioni solo nel 2013. Il che esattamente significa che ogni secondo in giro per la parte più industrializzata del globo (dubitiamo che un guerriero Masai abbia la benché minima idea di ciò di cui stiamo parlando) ne fanno uso ben 6 signori contemporaneamente.

In Italia l’assunzione della pillolina magica, diffusissima in Emilia Romagna, Toscana e Liguria, con la Lombardia in testa per consumo pro-capite, è strettamente connessa a motivi di ordine culturale: in alcune regioni del Sud gli uomini o non sono ben informati, o sono scettici rispetto ai benefici del farmaco, o non accettano di ricorrere ad un aiuto esterno, sia farmacologico che eventualmente psicologico, per la risoluzione di un problema che rinnegano e non intendono affrontare. Chi di voi ha letto il Bell’Antonio di Brancati sa quanto sia disonorevole per un virile e rispettabile uomo meridionale non riuscire a mostrarsi altrettanto “virile” sotto le coperte. Da questo punto di vista il viagra, portando alla luce l’impotenza come patologia da curare, ha operato una vera e propria svolta rivoluzionaria, favorendo una sessualità maschile più consapevole e gioiosa grazie al superamento della disfunzione erettile come tabù.

viagra

In tutto questo c’è un piccolo ma insidiosissimo neo: le forti implicazioni psicologiche legate all’utilizzo del viagra ed il conseguente rischio di abuso, soprattutto da parte di ragazzi che non solo non ne hanno veramente bisogno, ma che assumendolo compromettono un approccio sano ed equilibrato alla sessualità. Le statistiche dell’anno scorso evidenziano che il Cialis, altra tipologia di pillola del piacere ma a rilascio più prolungato di 36 ore, ha preso sempre più piede tra i giovani under 25, che lo assumono a mo’ di dopante, in maniera non molto diversa da ecstasy ed MDMA, per non fare brutta figura a letto con la ragazza di turno. All’interno di coppie consolidate è più raro perché una comunicazione e un’intimità più profonda tra i partner ne scongiura l’utilizzo, ma in generale ad allarmare è il consumo preventivo, spesso malamente mischiato con alcolici che ritardano e riducono l’assorbimento del farmaco. Non solo. Pur di non doversi recare dal medico di base a farselo prescrivere, i ragazzi si danno all’acquisto on-line, dove possono trovare viagra più economici ma contraffatti e quindi tagliati male (leggi “pericolosi”). La ragione, secondo il sessuologo Marco Rossi, risiederebbe nel fatto che “dal momento che i rapporti sessuali sono più frequenti ed occasionali, i ragazzi vivono sempre più il sesso come una semplice ‘prestazione’ da offrire”.

Buona la prima, insomma. Perché non è detto che si avrà una seconda occasione. Non con la stessa partner, almeno. Ecco che allora lo si acquista, lo si assume e si dà il massimo, sempre. E l’assuefazione è dietro l’angolo, al punto da non riuscire più a vivere il sesso in altro modo se non come individualistica performance dall’inizio sempre uguale e dal lieto fine sempre garantito. Eppure, come cantava De Andrè e come la stessa storia del viagra insegna, “dal letame nascono i fiori” e dai fallimenti nascono nuove opportunità. Datevi la possibilità di fallire e ne uscirete migliori di prima. Anche come amanti.