Quella volta con la sorella di mia moglie

Da tempo osservavo con interesse morboso le curve della sorella di mia moglie. Credo che lei se ne fosse resa conto perché pur fingendo indifferenza non ha mai perso l’occasione di coinvolgermi in qualcosa. Fino a quando questa estate, come sempre passata al mare nella casa della famiglia, l’interesse è divenuto palese e reciproco.
Lei, con la scusa delle solite cose da riparare in casa dopo nove mesi di abbandono, mi cercava e cercava il contatto, ed un pomeriggio, ovviamente caldo, mi chiamò al piano di sopra a riparare un letto. Io, che non perdevo mai l’occasione di starle accanto, andai di sopra armato di attrezzi  e, forse per il caldo, forse per altro,  ci siamo trovati entrambi con la pelle umida. Io mi tolsi la maglietta e lei immediatamente dopo si tolse il reggiseno accusandolo di darle fastidio.
Passò più volte davanti a me con il seno libero sotto il copricostume, vedevo i suoi capezzoli spuntare netti, fin quando ci trovammo alle strette in un angolo della stanza. Lei appoggiò la mano sul mio fianco e cadde sul letto come per aver perso l’equilibrio. Si lasciò andare ad un commento: “Non c’è la faccio più“. “Pure io“, risposi, “mi giri attorno praticamente nuda, mi sfiori, io non sono fatto di legno come questo letto“. “Nemmeno io” disse lei. Non dissi più nulla, mi appoggiai al letto e la baciai con tutto il calore che potevo: doveva capire che avevo una voglia infinita di lei.
Una settimana dopo giorni trascorsi tra sguardi e carezze in ogni occasione possibile, ci fu un problema con i telefoni: né il mio né il suo funzionavano e andammo nel negozio più vicino per capire cosa fare. Al negozio sbrigammo il tutto rapidamente e lei, senza dirmi nulla, prese le chiavi di un appartamento sfitto sempre di proprietà della famiglia: “Vieni con me“.
Lei aprì la porta, io ero già eccitato e in un attimo le lingue si cercarono. Mentre le mie mani premevano contro quel seno generoso, le alzai il vestito e mi accorsi che non indossava le mutandine. Passai le mani sui glutei lisci, poi le affondai dentro: tra le cosce era fradicia, le labbra bagnate e scivolose, mi misi sdraiato e la feci sedere sopra di me. Lo muoveva dentro come se mi conoscesse da sempre. Io la guardavo mentre ondeggiava sul mio sesso, vedevo le sue labbra dilatate e il clitoride teso e sporgente. Ad un certo punto accelerò il ritmo per qualche istante per poi bloccarsi all’improvviso. Si accasciò su di me, le sue labbra pulsavano intorno al mio sesso: “Scusami ma non sono riuscita a fermarmi, dammi solo due minuti“.
Dopo poco ricominciò a ondeggiare sopra di me frapponendo tra il suo clitoride e il mio ventre un piccolo vibratore che la riaccese subito e in quel lago caldo e umido fui io a non resistere più. “Sto venendo, fermati“, ma mi pregò di venirle dentro e lì, esplosi.

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Ora è un continuo cercarsi, senza paura né ritegno. Un giorno, in macchina, ha puntato lo specchietto retrovisore di modo che io, alla guida, potessi vederla nuda sotto la gonna. Altre volte è venuta a trovarci a cena ed è capitato che si fermasse per la notte, anche se lo abbiamo fatto solo una volta, finora. Nel garage, una sveltina.
Senza contare le sue confessioni: nel viaggio di ritorno dalla nostra vacanza, mentre io guidavo e mia moglie dormivo, si era masturbata nel silenzio più assoluto.
2018-08-20 MySecretCasehttps://skin.mysecretcase.com/frontend/default/vigoshop/images/mysecretcase-shop-online-piacere-donne.svg https://www.mysecretcase.com/blog/wp-content/uploads/2018/08/sorella-di-mia-moglie-evidenza.jpg