Voyeurismo e scopofilia: quando sei un voyeur?

Quasi tutti i sex addict, indipendentemente dal tipo di fissazione (prostitute, sesso con sconosciuti, seduzione seriale, pornografia, ecc.) hanno la tendenza a sessualizzare gli altri, come se li guardasse attraverso lenti colorate. Questo fa di loro dei voyeur? Non ancora.

Che cos’è il voyeurismo?

Secondo una ricerca condotta dallo psicoterapeuta e sessuologo Patrick Carnes, si possono distinguere 10 diverse tipologie di dipendenza dal sesso e il voyeurismo è una di queste. Il voyeurismo rientra nelle parafilie, cioè interessi, preferenze, fantasie, urgenze, in generale comportamenti sessuali al di fuori della norma, che diventano veri e propri disordini solo se nuocciono a sé o agli altri in termini di angoscia, ossessione o violenza.

Chi è il voyeur?

Il voyeur è colui che si eccita spiando intenzionalmente persone nude, in procinto di spogliarsi o coinvolte in atti sessuali – da cui il termine “scopofilia” – che però ignorano di essere spiate. Solitamente maggiorenne e maschio, è chiamato anche “guardone” perché spia attraverso serrature, usci socchiusi e spioncini con l’ausilio di binocoli, specchi e videocamere. Spesso infatti non si limita ad assistere in diretta, ma registra ciò che vede per eccitarsi ancora e ancora.

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Voyeurismo: i sintomi

Per essere diagnosticato con disturbo voyeuristico, una persona deve provare per sei mesi un eccitamento persistente o intenso nel guardare un altro nudo, svestito o sessualmente attivo. Ci sono alcuni voyeur che traggono piacere dal vedere defecare o intrattenere conversazioni erotiche al telefono, il cosiddetto phone talking e non necessariamente il guardone vuole realmente fare sesso con la persona che sta guardando: la fantasia è guardare in sé e per sé. Al voyeur importa solo di masturbarsi con quella “visione”. Nel caso di disturbo, di disordine psichico vero e proprio, questi comportamenti causano gravi disagi nella vita sociale o in un’altra area significativa della vita quotidiana del soggetto.

Voyeurismo: le cause

Anche se non sono state determinate cause specifiche per il disturbo voyeuristico, esistono però dei fattori di rischio tra cui l’abuso di sostanze, gli abusi sessuali e l’ipersessualizzazione (imprimere eccessiva carica erotica in persone, oggetti, interessi). Come si diventa voyeur? Solitamente per caso, avvistando accidentalmente qualcuno nudo o mentre sta facendo sesso con un altro. L’osservazione continua poi rafforza e perpetua il comportamento finché da culturalmente accettabile e “normale” diventa patologico.

Come si tratta il voyeurismo?

Ci sono tre tipi di trattamento, a seconda della fase del disturbo: la psicoterapia, i gruppi di supporto e i farmaci. In fase precoce, la terapia cognitivo-comportamentale educa il voyeur ad assumere un comportamento appropriato, a non violare la legge e a rispettare la privacy altrui. In un secondo momento insegna a controllare l’impulso di spiare gli altri e modi più nuovi e sani di eccitarsi. In fase acuta e solo nei soggetti più gravi, intervengono gli antidepressivi, utili a bilanciare le sostanze chimiche del cervello e a ridurre il comportamento ossessivo-compulsivo.

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